Rievocazioni storiche

La suggestione dei tempi lontani, delle molteplici vicende umane rese talvolta sfocate ed imprecise dal lento accavallarsi dei secoli, evocata dai monumenti dell´arte, talvolta torna a rivivere in qualche città, che per l´occasione indossa le vesti dei tornei e delle giostre medievali, dalle corse all´anello, dei saltimbanchi e dei mangiafuoco, dei cortei e delle sfilate, delle bandiere e delle fiamme guizzanti nell’aria dorata dei tramonti estivi. Allora quelle città riacquistano le loro lontane tradizioni, ed in quei centri storici la storia si fa palpabile e ogni strada, ogni edificio, ogni pietra, sembra rievocare secoli di vicende gloriose e far rivivere un breve frammento di tempo del suo antico splendore. Ogni rievocazione storica costituisce un ritorno al passato che è diverso da città a città in quanto ogni manifestazione è legata alla storia e alla tradizione di quel luogo e ai fatti che hanno la loro unicità nell’essere avvenuti lì e non altrove.

Aldi là del colore e della vivacità, le rievocazioni, in questo senso, sono riti attraverso i quali la città riconosce la propria individualità, sono manifestazioni di cultura accostata a tutti con ingenuità ma anche con freschezza che contribuiscono a rendere più vicina e comprensibile la nostra storia e a dare un significato a certi nostri comportamenti che hanno perso la loro identità. Così avviene, ad agosto, quando, tra sbandieratori e cortei dai ricchi costumi, si svolge il palio di San Ginesio. Quello che era un esercizio per affinare le abilità degli antichi cavalieri – La corsa all’anello – viene ripetuta come manifestazione agonistica che coinvolge i quartieri cittadini: i cavalieri, al galoppo, devono infilare la lancia in anelli sempre più piccoli tra l’entusiasmo e la partecipazione generale. E poi l’appassionante Giuoco della pacca , una sorta di giostra del saraceno che sembra avesse come premio metà, cioè una “pacca” di maiale. O quando, ancora a San Ginesio, si ripete un avvenimento tanto importante per la città, quale Ritorno degli Esuli, ricordo del rientro a San Ginesio di quei 300 ginesini che furono cacciati nel sec.XV perchè sospettati di voler cedere la città alla potente famiglia dei Varano di Camerino. E da Siena dove si fermarono, vollero portare nella terra natale quel crocifisso che ancora si venera e che è il protagonista della rievocazione che si attua ogni tre anni.

Il palio del Serafino a Sarnano prende il nome dall’angelo con sei ali presente nello stemma comunale. Anche qui cortei sfarzosi tra ali di folla che ha la consapevolezza di tornare a rivivere per un istante tempi tanto lontani, e poi una serie di giochi popolari che ricordano la rude vita di epoche passate: il tiro alla fune, la corsa con la brocca, la salita del palo e il taglio del tronco. Sul tardi il quartiere vincitore porterà in trionfo il palio di stoffa preziosa.

Anche le strade di Caldarola si riempiono di colori e di suoni per la Giostra delle Castella , che coinvolge pittoresche frazioni vicine, una volta forti e merlati castelli; nella prima domenica di agosto viene consegnato in Chiesa il doppiere di rito e si effettua la benedizione, nella seconda, ha luogo la disfida che segue allo snodarsi variopinto del corteo a ricordo di quello, di nobili e di dame, che si recano ad assistere alle gare di tiro con l’arco, alla giostra dell’anello, alla corsa alla papera .

Manifestazione di religiosità popolare integrata nella tradizione locale, è, a Tolentino, la Processione del Cristo Morto , che si tiene nella tarda serata del Venerdì Santo tra fiaccole e torceri e continua da tempi immemorabili con le suggestive ed impressionanti figure della confraternita segreta degli incappucciati, che la gente chiama più popolarmente “I Sacconi” che, con passo lento e cadenzato, trasportano sull’antico baldacchino, l’immagine del Cristo deposto dalla Croce. E poi, ancora a Tolentino, la rievocazione della battaglia della Rancia che avvenne il 2 e 3 maggio 1815 tra i napoletani di Gioacchino Murat e gli Austriaci. Sfilate di soldati, bandiere al vento, accampamenti di bandiere, rancio offerto agli spettatori, simulazione della battaglia sul campo con cariche di cavalleggieri, rombo di cannoni, crepitio di fucili… Nei primi giorni di maggio la città si anima di centinaia di figuranti attraverso i quali si ripercorrono drammatici avvenimenti di quella che fu definita la prima battaglia del Risorgimento italiano perchè anche quel momento, così importante della nostra storia, non sia dimenticato.

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